Qualcuno di voi ha capito perché il 2008 ha resistito fino all’ultimo secondo (anzi, con un secondo in più)?
Immagino sia qualcosa legato agli arrotondamenti (lo stesso meccanismo dell’anno bisestile, insomma) ma tutti i servizi che ho visto, pur annunciando ampie spiegazioni, si limitavano poi a fare un elenco di tutto ciò che si può fare in un secondo, da uno schiaffo a un bacio, passando per starnuti, brindisi e cose così.
Mi chiedevo come hanno fatto a ritarare gli orologi – quelli di precisione, intendo: li hanno fermati, li hanno riportati indietro?
Vabbè, in fondo non importa: in un secondo si possono fare tantissime cose o nessuna; e poi figuriamoci se ci ricordiamo cosa abbiamo fatto, in quel secondo lì (un secondo che “non esiste”, in fondo, ancor più che il 29 febbraio).
Con l’anno vecchio, però, non sono sparite le nuvole, che continuano a offuscare buona parte delle giornate: in compenso (come per molti) si sono presentati alcuni chili in più che ora tocca faticare per far sparire.
Le feste, invece, sono andate, e devo dire abbastanza bene. Regali graditi – compreso un nuovo cellulare che mi sta facendo impazzire perché ogni tanto lancia chiamate “involontarie” mentre sto cercando di fare qualcos’altro – e la compagnia della famiglia; forse poco tempo per gli amici, ma quelli non scappano, ce ne sarà ancora.
E l’inizio d’anno?
Un po’ in salita, veramente: in questi giorni, poi, tra raffreddore e mal di gola sembra che chi parla con me abbia la sensazione di parlare con qualche cantante di gospel (se poi la voce sembrasse quella di Barry White – chi ha mai visto Ally McBeal può capirlo – sarebbe pure divertente, ma così…).
Dato il clima attuale, quando giorni fa trovai la cartolina di una raccomandata al mio rientro a casa, immaginai subito che si trattasse della “solita” multa (ogni tanto arrivano pure loro) e ho rimandato il ritiro fino a sabato.
Figuratevi la sorpresa nel ricevere, al posto della busta verde, una grossa busta imbottita. Anche l’indirizzo del mittente (anzi, dellA mittente) è stato una sorpresa: letto quello, il contenuto della busta non era più un mistero.
Ma prima, un passo indietro: nel 2007, quando aprii il mio account Anobii, iniziai a caricare tutta la collezione di Urania Fantasy (76 numeri). Dopo aver finito, scoprii che, in realtà, la collana aveva pubblicato ancora due numeri, più alcuni speciali. Se non lo avevo scoperto prima è perché, dopo il numero 76 (Settembre ’94), da mensile era diventato semestrale – e senza alcun preavviso. Così, dopo due mesi a vuoto, avevo rinunciato a cercarlo in edicola. Peccato.
Qualche tempo dopo, Leonia – un’altra utente di Anobii, con cui ero entrata in contatto grazie alla collezione – mi scrisse dicendomi che era in possesso di due copie del n. 78 e che, se le davo il mio indirizzo, me ne avrebbe mandata una.
Così il libro fu spedito – era ottobre 2007 – ma non arrivò mai, con dispiacere di entrambe.
Il pacco dunque, conteneva il libro atteso.
Ma non lo stesso libro (e questa è una sorpresa nella sorpresa).
Perché, come mi ha scritto Leonia nella lettera (spero non le dispiacerà se la cito), “i libri vagabondi hanno la tendenza a smarrirsi dietro ai sogni che incontrano” e qualche volta “corrono il rischio di fare brutti incontri e non ritrovano più la strada di casa”, come è successo al libro che mi ha spedito a ottobre 2007.
Però Leonia ne ha rintracciata un’altra copia e me l’ha spedita di nuovo, “con la speranza” mi ha scritto “che giunga a rallegrarti e a farti tanti auguri di un mondo migliore, dove nessuno debba mai smarrirsi”.
Questa volta il Libro Vagabondo ha trovato la strada di casa (mia), compiendo fino in fondo la sua missione.
Il nuovo anno così, anche se ancora in salita, inizia con un sorriso.
E un grande, enorme Grazie.