Negli ultimi giorni giro poco, è vero.
Lavoro, direte voi...
Anche. Le solite riunioni interminabili e soprattutto, inconcludenti (ma non lo diciamo troppo in giro).
Però, come già altri prima di me - Floria1405, dalla quale, via Blog Aggregator, appresi per prima della sua esistenza o TT che lo ammette nei commenti della Placida Signora - sto perdendo un sacco di tempo dietro a un giochino* (via Tao dei blog). Finora sarei arrivata a 24 risposte su 33 (il che, in teoria, mi porrebbe sulla "soglia della genialità"), anche se forse sto barando un poco.
Infatti, non avendo molto tempo a disposizione ma utilizzando i tempi morti del lavoro, sono quasi tre giorni che sto dietro al giochino, tenendo la finestra iconizzata quando non posso usarla. È vero però che il gioco non prevede limiti di tempo, quindi, forse, non baro neanche.
A questo punto la mia domanda è la seguente. Premesso che:
non sarà, invece, un chiaro segno... di stupidità?
* Attenzione: può causare assuefazione

Di quale materia è fatto l’amore? Di cosa si nutre per crescere, cosa gli avvolge il cuore per proteggerlo? E quanti tipi di amore si possono cantare?
Un padre, un re.
Ha avuto solo una figlia, nessun figlio maschio a ereditare la corona. E questa figlia l’ha crisciuta nni l’amuri, pasciuta cu lu sciatu tra li pampini e li ciuri, amandola tanto da pensare di rifiutare la proposta di matrimonio di nu re putenti e granni, se lei non fosse d’accordo: si nesci di ‘sta casa ha nesciri contenta, e sinnò rimani ‘cca. E a sua figlia dona ciò che di più prezioso possiede: oro, certo, e stoffe preziose, e sete e gioielli, ma soprattutto
sciatu di l’arma, pezzi di cori,
(chistu a so figlia so patri ci dà)
ca vali cchiù di ducentu tesori
E la lascia andare.
Attesa e speranza si sciolgono nel timore, come sempre accade quando un sogno diventa realtà. Un sogno, non un incubo ma neanche un desiderio: un vali soccu c'avi mpettu 'na creatura, dovere e amore filiale prevalgono sul timore.
E parte.
Due amanti, Falista e Magante.
Nascosti nella notte, uniti nel segreto e nel complotto. Eppure, per un attimo, nun ci ponnu timpesti p’astutari st’ammuri; l’ambizione scompare e ramuzzi ‘ mprofumati, chini ‘e sciuri dint’a lu pettu serranu lu cori. L’amato riempie l’anima e il cuore, quel cuore che gli innamorati si scambiano, fondendo le loro voci in un reciproco dono:
Io nun avia milli cori ‘mpettu
Unu ca l’eppi, ti lu desi a ttia
Veni si nni vo’ vidiri l’effettu
‘nta lu me’ cori trovi stampatu
Lu ‘to ritrattu.
Ma è un attimo, e l’ambizione di Falista torna a prevalere, usando l’amore di Magante come un’arma per raggiungere i suoi scopi.
In realtà questo, all'origine, era un commento (lungo, e per di più in forte ritardo) alla lista dei fidanzati postata da manginobrioches qualche giorno fa.
Però splinder si rifiuta di accettarlo, il commento (per quale motivo, lo ignoro) e allora... eccolo qua.
Le coincidenze non esistono, dice il saggio Gilgamesh, ma stamattina cercavo una cosa (che non ho trovato) in giro per la rete; mi sono imbattuta invece nella "minuta" della dote di Berta la Piedona, come cantata in "Pipino il breve", una commedia musicale di Tony Cucchiara che mi piacerebbe molto rivedere e della quale ricordo a memoria molte canzoni. Caso volle, infatti, che l'incisione (su cassetta, e lascio immaginare con quali esiti) di alcune di queste canzoni da parte mia e di alcuni amici fosse il "regalo" di ringraziamento per alcuni capi scout emiliano-romagnoli (e un sardo di nome, ahilui, Caro Cara) che ci avevano insegnato a ballare il circolo circasso, a costruire flauti di canne (se non sbaglio, sa benas) con tanto di ancia battente, nonché tecniche da mimo, vari tipi di drammatizzazione e svariate altre cose. Molto successe in quella settimana: ci esibimmo in "Cintura di castità" (una "canzone sceneggiata" dei Cavernicoli, gruppo cabarettistico siciliano), in fiabe maya ed altre amenità; io mi addormentai, a Bologna, ai giardini Margherita durante un concerto dei Nomadi e fui svegliata da... ma no, questa è davvero un'altra storia.
Sperando quindi di far cosa gradita, ecco la lista (quale miglior, conclusione, comunque, a una lista di fidanzati?):
FILIPPO
Procetiamo ora con la lettura della "minuta",
pi li boni orecchi di li ambasciatori prisenti
e pi lu gudimentu di l'occhi del re di Francia!
UN VALLETTO PORTA AL RE FILIPPO LA MINUTA. FILIPPO LEGGE CANTANDO.
FILIPPO
Milli bustini di tila di linu
chistu a so figlia so patri ci dà
Milledducentu tuvagli di filu
e re Pipinu cuntenti sarà.
FILIPPO E DONNE
Milli suttani 'ntissuti d'argentu
chistu a so figlia so patri ci dà
Milledducentu fadali di pannu
e re Pipinu cuntenti sarà.
FILIPPO, DONNE E UOMINI
Milli furchetti cucchiAra e cutedda
chistu a so figlia so patri ci da
Milledducentu pignati e podedda
e re Pipinu cuntenti sarà.
TUTTI
Centu cuperti cusuti cu l'oru
chistu a so figlia so patri ci dà
Sei cuttunini p'u friddu 'i jnnaru
e re Pipinu cuntenti sarà.
BELISENDA
Centu para cosetti 'i cuttuni
chistu a so figlia so patri ci da
Centu scarpini di peddi 'i muntuni
e re Pipinu cuntenti sarà.
FILIPPO E DONNE
Milli linzola di matapolla
chistu a so figlia so patri ci dà
Milli vistini pi pariri bella
e re Pipinu cuntenti sarà.
FILIPPO, DONNE E META' UOMINI
Milli e cchiù camicetti di sita
chistu a so figlia so patri ci dà
Milli mutanni ci duna a la zita
e re Pipinu cuntenti sarà.
TUTTI
Unnici scrigni chini 'i diamanti
chistu a so figlia so patri ci dà
centucinquanta tra aneddi e pinnenti
e re Pipinu cuntenti sarà.
FILIPPO (POI GLI ALTRI)
Sciatu di l'arma pezzi di cori
chistu a so figlia so patri ci dà
ca vali cchiù di ducentu tesori
e re Pipinu cuntenti sarà.
A proposito di Fantasy, accennavo a un post che è ormai perso anche per gli archivi del Thera, e ormai introvabile. Eccolo.
"Chiudi gli occhi - disse poi. Non puoi vagliare quello che ti giunge dall'esterno finché non riesci a riconoscere quello che è te da quello che non lo è. Questo è ciò che il mio insegnante chiamava «la forma sotto la pelle»: trova dentro di te il punto che ti sembra più stabile e procedi di là verso l'esterno. Analizza tutto... e poi accantona quello che hai analizzato, perché puoi riconoscerlo come parte di te. [...] Dunque, una volta che hai trovato quel punto stabile dentro di te, ne devi individuare uno simile all'esterno... nella terra stessa. Quando lo avrai percepito, dovrai collegarti ad esso. L'individuazione del punto stabile interno è definita «centratura», mentre il collegamento con la terra si chiama «connessione con la terra»."
La ricerca del tuo equilibrio, un ancoraggio che ti salvi dai tifoni più violenti. Perché tu SAI chi sei, e qual è il tuo posto sulla Terra.
E se il tuo equilibrio vacilla, se non sai più a cosa aggrapparti non c'è che una cosa da fare.
Ed è un nulla, un riflesso condizionato.
ed il vento sembra portarlo via
Ma non riuscirete a chiuderlo
Giù, sotto la superficie dell'acqua
in mezzo all'iceberg,
dove non arriva il sole distratto.
Ma non è freddo come a volte dovrebbe ...
E non riuscirete a spegnerlo.
Un miscuglio di luci e colori.
La mia Terra è Madre e Matrigna,
La mia Terra è un telone rosso
che addolcisce la luce del giorno
e regala colore alla morte.
La mia Terra è acqua sulle pietre
È voci, spintoni di gente.
una lezione che si impara da bambini.
La mia Terra è lontana, ma è qui
Nel mio cuore,
nel mio centro.
Abbiate pazienza, in questi giorni poche idee e perlopiù confuse, occhi puntati al lavoro, alle scadenze e al prossimo anno. Mi sto perdendo qualcosa di importante? Fatemi una lista…
Strane cose, le chiavi di ricerca. Qui arrivano più che altro cercando ricci: disegni, ricci che si stringono ma non troppo (immagino siano, alla fine , i “porcospini di Schopenhauer”; sì, dico a te che qui ci sei arrivato ben due volte, nel giro di una decina di minuti: li puoi trovare qua) ecc… Per fortuna nessuno è ancora arrivato cercando “tromb*re come r*cci” (gli asterischi sono per evitare che ci arrivino più in là), perché è una frase che non amo molto. Non che sia contraria alla pratica (e oltretutto l’oroscopo 2006 promette bene, secondo Brezsny - via Placida Signora), ma…
Fatto sta che, facendo a ritroso uno dei percorsi che ha condotto qui un incauto lettore, mi sono imbattuta in mio vecchio commento (novembre 2003, quasi preistoria) a un post in cui si indicava il Silmarillion come “primo libro da mettere negli scaffali” (ecco, questa magari è una lista interessante). Ed io ricordavo l’inizio di questo libro, ma in modo impreciso: la frase esatta è “There was Eru, the One, who in Arda is called Iluvatar”.
La creazione del mondo con la musica, e la Grande Armonia, e la dissonanza, sono ricordi ancora vivi, ma sempre più sbiaditi, e quindi ho messo mentalmente il Silmarillion (credo, però, la versione originale, regalo di un amico ormai perduto e risalente al lontano ’85-'86) nella lista dei libri da rileggere.
Tolkien, Brooks (Shannara, Landover, il cavalirere del Verbo), Zimmer Bradley (Darkover, Avalon, ma anche Jourdemaine), Weiss & Hickman (Dragonlance, DeathGate, Darskword), Eddings (Belgariad, Mallorean, Elene, Tamuli), Turtledove (Videssos), Ende (la storia infinita, momo) sono tra i più importanti, ma poi ricordo, ad esempio, Mercedes Lackey e la trilogia di Valdemar, (la teoria della “centratura”, che citavo in un vecchio post ormai perso anche per gli archivi del Thera), il cui secondo ciclo - introvabile in Italia - ho scoperto per caso, in una libreria di Canary Wharf dove, tra libri di economia e finanza, c’era anche uno scaffale dedicato al fantasy. Credo addirittura di essere una delle poche che ha tutti i 76 volumetti della collana “Urania Fantasy” (confessate, non sapevate neanche che fosse esistita) pubblicati da Mondadori a cavallo tra giugno 1988 e settembre 1994. prima che il fantasy divenisse di moda, quindi.