giovedì, 31 agosto 2006

Dicevamo?

Ah, sì... Il tempo passa.

E' passato anche il tempo delle ferie; intense e al tempo stesso rilassanti, con alcune sorprese e altre conferme, tutte piacevoli, per fortuna.

Tra queste, la sorpresa di riavere tra le mani il QCV (Quaderno Cartografico Viaggiante) e poterne gustare parole, disegni e oggetti lasciati da chi lo ha accolto, custodito, sfogliato e riempito dopo di me. Il quaderno era scortato dalla Sorellona, la cui compagnia - e quella di Max, suo malgrado costretto a scarpinare - si è confermata, ancora una volta, molto gradevole.

E poi luoghi vicini e sconosciuti, ed altri già noti e pieni di ricordi; e passeggiate, esplorazioni, a piedi, in moto e in auto, alla scoperta (o riscoperta) delle bellezze locali.

E'  volata, l'ultima quindicina di agosto, ed ora è tempo di sedimentare le immagini che gli occhi hanno colto e le fotografie fermato; di raccogliere i pensieri accantonati per fissarli con calma. 

Il tempo - e la pioggia - non sono passati invano neanche per la scritta sulla strada. Stamattina mi sono fermata proprio lì sopra, un attimo, per un saluto; ormai, però, solo qualche lettera conserva ancora la sua forma, troppo poco per indovinarne il contenuto. Sarà un segno?  

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scomparto:ammatula, qcv

venerdì, 11 agosto 2006
La scritta gialla che riempie di traverso la stradina è sempre più sbiadita; Il colore mangiato dall’asfalto e strappato via dai continui passaggi.
 
Sono le uniche parole che riesco a leggere, il tempo passa… la frase continua, ma non c’è mai il tempo di rallentare, a vedere quali profonde verità o semplici ovvietà sono nascoste dalla fretta mattutina.
 
Eppure ci passo sopra ogni mattina, con le mie fide due ruote, per andare in ufficio. E’ un percorso obbligato: uscendo dal garage, puoi solo girare a sinistra e poi dritto fino al primo incrocio.  La scritta è lì, a qualche decina di metri da casa; ti viene incontro su due righe ordinate, stampatello e maiuscolo, per farsi leggere più facilmente.
 
Chi l’ha scritta si è piegato tra le auto posteggiate, per far sì che niente, del suo messaggio, finisse nascosto. Io, però, mattina dopo mattina, non riesco ad andare oltre le prime tre parole.
 
Persino in questi giorni, in cui strade deserte e percorsi più veloci potrebbero consentire una piccola sosta, non riesco a fermarmi. Forse perché anche la voglia di lavorare ha preso il volo, e mi ritrovo ad uscire di casa sempre più tardi.
 
Il tempo passa…
 
E passa il tempo della nostra vita, amico mio; questo volevo dirti oggi, e non potevo, perché lo sai anche tu ma certe cose non si dicono, si vivono soltanto. E all’improvviso è come se il tempo non fosse passato, e dalle parole altrui ti trovi sbalzato all’indietro, ad altre ferie, ad altri agosti ed altre attese, a notti di veglia e mani tese.
 
E passa anche la passione, passa e lascia il posto a tenerezza e amore, che forse il cuore batterà più piano, ma senza scosse si arriva lontano. E arriva anche il momento in cui le cose brutte si smorzano e perdono colore, e puoi guardare a ciò che sembrava spezzarti il cuore con un sorriso triste. Ma cinque minuti non bastano neanche a perdere il gusto del caffè sulle labbra.
 
Il tempo passa, e forse, passato il tempo del lavoro, andrò a vedere cosa offre allo sguardo il misterioso scritto.
 
Forse, però.
 
O forse, riempirò quella frase con tutto quello che vorrei perdere, o vorrei conservare, nel tempo.
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scomparto:ammatula, pizzini

lunedì, 07 agosto 2006
Agosto è, tradizionalmente, il mese delle ferie.
Le fabbriche chiudono, le città si svuotano e al loro posto si riempiono autostrade, aeroporti e stazioni.
Le città d’arte si riempiono di turisti, le altre di cartelli con palme disegnate e date di chiusura e saracinesche abbassate.
Agosto è anche un mese di sopravvivenza, di scorte di surgelati – ché supermercati e negozi fanno chiusura pomeridiana – e di serrande chiuse a contrastare l’afa.
 
O almeno, lo era.
Magari le fabbriche chiudono ancora (confesso la mia ignoranza, ma ritengo che il ricorso ai turni stia prendendo piede anche lì) e se le immagini dei telegiornali parlano di esodo e traffico, le città mi sembrano meno deserte; si moltiplicano le iniziative per far divertire chi resta in città e per attirare chi è di passaggio.
 
La città (il mondo?) dei blog continua invece a svuotarsi, controprova forse del fatto che blog e luogo di lavoro dividono spesso gli stessi tempi. Senza l’affanno di rincorrere nuovi post, si ha comunque il tempo di gustarsi gli archivi, recuperando piccole perle che il poco tempo, o la distrazione, ci ha fatto perdere.
A volte, la brutta sorpresa di qualche sparizione (speriamo temporanea).
 
No, niente link, stavolta, solo pensieri sparsi… magari ammatula.  
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scomparto:trispito, ammatula

mercoledì, 02 agosto 2006

L'idea  è ritrovare - quest'anno, per la terza volta -  l'essenziale "perduto" e la lancia  il tandem M&M (ovvero Giocatore e SdC),  promosso a "triciclo" grazie all'arrivo di Zop.

Una sfida mica da niente, visto che l'essenziale (almeno per me) è invisibile e scriverlo ne cambia, in parte, la natura. In una frase aiuta però a scartare il superfluo e trattenere l'essenza... o, almeno provarci.

E' quello che ho fatto io (provarci, of certo), e questo è il mio contributo:

Essenziale è ciò che non puoi dimenticare, neanche volendo.

(in altre parole)

L’essenziale è il respiro del cuore.

 

Dimenticavo l'essenziale: quando (dall'1 al 31 agosto) e come. Dove, lo avrete immaginato. Il chi dipende da voi, come il perché.

 

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scomparto:trispito, pizzini, sperciate