(no, volevo rassicurarvi sull'assenza di paresi. E' la contestuale presenza di una mole di lavoro non indifferente che mi preoccupa).
Mentre vedo, prevedo e provvedo (che la mia palla di vetro è un poco impolverata, e mi tocca lucidare anche quella), tenete a mente queste cose, che poi ci torniamo su insieme.
Post sotto l'albero 2006 (qui i riferimenti per l'edizione 2005, la scadenza per mandare i propri post a sir Squonk è l'8 dicembre, se non erro)
Samaine (che poi non è solo quello, ma anche il solstizio, e poi ci sarebbero un po' di cose da dire)
Io nel frattempo, lavoro (ma anche no)
Aggiornamento: da ieri, sotto le mie finestre hanno pensato bene di riposizionare i sampietrini che avevano tolto per aggiustare le tubature del gas. Per concentrarsi il martellamento continuo non è il massimo, ma sto lavorando per voi (e il sorriso torna comunque nella notte)
Ci sono giorni che iniziano con un sorriso stampato sulla faccia, che per fortuna neanche mezz'ora di giri per trovare parcheggio riescono a intaccare.
Ci sono giorni che senti di volere bene al mondo intero e ti senti un po' stupida, ma anche questo ti fa sorridere.
Ci sono giorni che pensi che la felicità sarà noiosa (per gli altri), e non si potrà raccontare, ma se la senti, si vede proprio.
Ci sono giorni in cui sai che non durerà, ma finché dura... sorridi
Proprio perché a non farlo, non ci riesci.
E anche il cielo sorride, oggi. Come me.
Una buona giornata a voi... la mia lo è già.
il sole d'Africa.
Stamattina, come quasi tutte le settimane, ho dato un'occhiata all'oroscopo di Brezsny
(la settimana comincia da oggi):

Cancro (21 giugno - 22 luglio)
Fai molta attenzione al modo in cui il tuo recente passato influenza il presente. Proprio come quello che hai mangiato negli ultimi due giorni determina l'energia fisica che hai oggi, il tuo stato d'animo attuale dipende dall'ambiente psichico che ti sei creato negli ultimi tempi. Ma il bello è che sei sempre libero di scegliere. Puoi decidere di alimentarti con cibo malsano, fantasie mediocri ed emozioni meschine, oppure insistere per mangiare solo cose raffinate e di prima qualità che ti faranno stare bene.
Sarà per questo che mi sono svegliata col mal di pancia? O forse è solo venerdì 17?
Comunque sia, è vero. Sempre libera di scegliere (e di cambiare musica).
E poi dicono che l'oroscopo non funziona...
Nell'ultimo post parlavo di una affilatina agli aculei.
Oggi, sulla homepage di splinder, tra le ultime foto caricate ho trovato questa (non riesco più a rintracciare di chi sia, però, dopo averla scaricata su flicker:

Devo prenderlo come un segnale?
Come si fa colazione a casa vostra?
A casa nostra non si fa.
O meglio, il consorte la mattina beve - a rate - una caffettiera da tre tazze di caffè, la figlia - quando c'è - riceve il primo caffè a letto, poi segue l'estro della giornata. Il figlio - quando c'è, anche lui - fa fuori quello che si trova davanti, senza troppi complimenti: due bombe, la ciambella, il cornetto o le merendine, a fasi alterne.
Il che è un problema per la spesa, nel senso che se fino a ieri faceva fuori decine di trancini, ad esempio, e tu ne hai riempito la dispensa, magari da oggi decide che non gli piacciono più, e come si dice... ti rimangono sullo stomaco (per fortuna non sempre in senso letterale).
Io? diciamo che la cosa certa è la pillola quotidiana di Eutirox (ma a volte dimentico anche quella) e un bicchiere d'acqua. Da quando il medico mi ha proibito il latte, infusi di frutta ed erbe o té, o un kiwi, o niente. Dipende dal tempo che ho.
Ma c'è una colazione, a casa, che non si può saltare. Quella di Ares (il cane, sì, avete capito bene).
Intorno all'anno di età, improvvisamente Ares iniziò a grattare via l'intonaco dalle pareti del corridoio, fino a lasciarvi buchi non indifferenti. Dedussi che aveva delle carenze di calcio, e provai a dargli il latte, la mattina. Smise immediatamente.
A poco a poco ridussi la dose di latte fino ad arrivare a quella odierna, per evitare altri tipi di complicazioni (i dalmata sono delicati di stomaco, e il latte non è il massimo di digeribilità. Quello, però, non deve mancare.
Il rito del mattino è semplice: prima la passeggiata mattutina, poi la colazione.
Se lo porto fuori io, non ci sono problemi; aspetta tranquillamente che mi tolga la giacca, poi mi anticipa fino al frigo e, di nuovo, fino alla ciotola del latte. Se lo porta qualcun altro, appena libero dal guinzaglio scatta velocemente verso la stanza dove sono le ciotole; se non trova piena quella del latte, viene a cercarmi, e allora non ho scampo neanche a letto, o in bagno.
Nel primo caso, si ferma sulla soglia della camera e inizia ad abbaiare per attirare la mia attenzione, nel secondo prova ad aprire, con una zampata, la porta del mio bagno (ma non entra) e anche lì, mi sollecita al mio dovere di vivandiera.
Stamattina tutto a posto, il latte era lì nella ciotola, ha bevuto con gusto, ma...
Finito di bere, me lo sono trovato di nuovo davanti, con il consorte sghignazzante "ti sarai dimenticata i biscotti".
Già.
Perché il bel tomo, ora, la mattina vuole pure i biscotti, dopo il latte. Due, che afferra al volo (quando il consorte, disgraziato, non gli fa fare acrobazie da circo prima di darglieli). E li vuole subito, pure...
E infatti, dopo il sollecito eccolo lì, col muso ancora sporco di latte e le orecchie attente, seduto in cucina davanti al barattolo dei biscotti.
Credo di dover dare una affilatina agli aculei, sto diventando troppo buona.
Ma con uno così... come si fa ad essere severi?

La mattina aveva avuto un inizio quasi perfetto.
La passeggiata mattutina con il cane, un po' prolungata per godere appieno della mattina fresca e silenziosa (alle sette, si sa, c'è ancora poca gente in giro), quel quarto d'ora di cyclette che anticipa una doccia veloce e pensavo di avere ancora tempo.
Poi, come al solito, scegliere gli abiti la mattina prende il suo tempo, bisogna seguire l'umore ed il tempo, e oggi l'aria frizzante aveva lasciato il posto al sole, che prometteva maggior calore.
Fuori, di corsa, ancora in vantaggio sul "solito orario", e poi...
Quasi, avevo detto? Appunto.
Il rapido controllo degli "oggetti necessari" mi aveva rivelato la mancanza, in borsa, di cellulare e portafogli. E' bastata la ricerca - per fortuna fruttuosa - a farmi sforare i tempi.
Però, però, non è detto.
Garage, motorino. Il cancello si apre al primo colpo del telecomando, forse c'è speranza.
Una serie di semafori verdi, provo a contarli, uno, tre, cinque, sette...
ahi, mai provocare il dio dei semafori, che si sa, ti mostra una lingua rossa di sberleffo. Anzi, una serie, lasciamo perdere.
E c'è posteggio, per fortuna, al solito posto, e dei colleghi non c'è ancora nessuno che possa lamentarsi del ritardo.
E poi? E poi il capo che ha bisogno e chiede, e il collega che ti chiama per una riunione che avevi dimenticato (proprio oggi che avevi lo spirito sportivo, e non manageriale, e vabbè).
E finalmente, ti ricordi di guardare il calendario, e tutto è chiaro.
9 novembre. Merda day
(incidentalmente, anche il primo compleanno di Trispito. Ma le coincidenze, dice il Bardo, non esistono)