Non so quello che succede altrove con l'avvicinarsi del periodo delle ferie (e siamo appena a giugno, anche se luglio è quasi alle porte).
Il mio ufficio sembra sempre più assomigliare alle verdi colline scozzesi. Non tanto per la temperatura (anche se, con le pompe di calore che non funzionano come condizionatori, ci hanno dotati di una specie di maxi-pinguino che, in effetti, ci fa quasi sentire in Antartide), quanto perché sembra di essere immersi nella saga di Highlander.
Certo, le dipartite non sono definitive e nessuno gira con uno spadone di un metro e passa nascosto sotto l’impermeabile (mi sono sempre chiesta come facevano a sedersi, specialmente il cattivone con la spada a due mani), ma l’effetto è uguale.
C’è un lavoro quotidiano, qui, che svolgiamo in cinque o sei: due fissi (io e un mio collega), tre in alternanza più un supporto tecnico part-time (che sostituisco in caso di assenza).
Da qualche settimana, due dei tre “alternativi” hanno dato forfait, perché si occupano a tempo pieno di una faccenda ben più importante.
Lunedì il collega part-time è finito al pronto soccorso per una sospetta intossicazione: niente di grave, per fortuna, ma una settimana almeno di controlli (e di assenza)
Stamattina la terza “alternativa” ha marcato visita per motivi familiari.
Ne resterà uno solo, appunto.
Ma se ho fortuna, questa volta potrei non essere io.
(Ah, le ferie, queste sconosciute!)
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