Anni fa dovetti, per la prima volta in vita mia, sottopormi a un intervento chirurgico. L’intervento era facile – sì e no venti minuti di anestesia, quando mi hanno portato giù ero già sveglia, quasi quasi volevo scendere dalla barella e mettermi a letto da sola – direi che ha lasciato più tracce nella mia mente che nel corpo.
Ma non di questo, volevo dire.
In quell’occasione, un amico mi dedicò un mantra, questo.
Non sono sicura che ne conoscesse l’esatto significato - si tratta di una invocazione a Ganesh, detto anche “Il Signore del Buon Auspicio” – ma l’intento era chiaro.
E in effetti, ha funzionato.
Oggi c’è un’amica a cui vorrei dedicare la stessa invocazione; perché i pensieri positivi, come gli abbracci, non bastano mai, ma servono sempre.
C’è anche un’altra amica, che sicuramente merita i migliori auspici per lei e per chi le sta accanto.
E immagino che ognuno di noi abbia qualcuno, o qualcuna, a cui dedicare un pensiero, una preghiera, un augurio.
Per fortuna, i pensieri non sono monetine, che più si dividono meno ce n’è per ognuno; sembra anzi che l’effetto sia quello contrario. Quindi, il mantra lo ripeterò per lei, ma anche per chi ne avesse bisogno.
Che, appunto, pensieri positivi e abbracci non si sciupano, a moltiplicarli (e neanche a dividerli).
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