... e insomma (sì, lo so, non si inizia così, ma passatemela per buona) leggevo questa cosa del biglietto di andata e ritorno, lì dal Varasca (che però lo aveva preso da Brezsny).
Questa, cioè:
Cancro (21 giugno - 22 luglio)
Durante un viaggio in India il mio amico Jeff ha pagato un barcaiolo per portarlo a fare una gita sul fiume Gange. Arrivati in mezzo al fiume, il barcaiolo si è fermato: senza il pagamento di un sovrapprezzo, non l'avrebbe riportato indietro. La prossima settimana non lasciare che ti succeda una cosa del genere, Cancerino. Organizzati per poter tornare dai luoghi dove avrai il coraggio di andare. Sperimentare va bene. Esplorare nuovi territori, anche. Essere disposti a rinunciare al totale controllo è ottimo. Ma assicurati di avere il biglietto di ritorno.
... e pensavo che non è sempre possibile, avere un biglietto di ritorno.
Dipende dal viaggio, ma non solo.
Perché in fondo, quando ritorni non raggiungi mai lo stesso punto da cui sei partito, è il viaggio stesso che ti cambia; cambia te, ma cambia anche la tua percezione di quello che hai intorno, ti arricchisce e ti rende più povera a un tempo.
Ci sono le volte in cui non sei tu a decidere dove conduce il viaggio, o lo puoi fare solo in parte, perché è la natura che ti fa scegliere una strada o un'altra, o ti fa fidare di qualcuno di cui non dovresti.
Ci sono poi altri viaggi dai quali non puoi tornare, perché tornare, una volta intrapreso il viaggio, significherebbe rinnegare se stessi.
Forse altri direbbero che significherebbe avere buonsenso.
Ma come si trova scritto nell'occhiolino in alto a destra, lì sul template di Herzog:
"Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo. "
E allora, non arrendiamoci al buonsenso, ma continuiamo a viaggiare...
(Poi, non so. Ma dalla vita, indietro non si torna).
scomparto:ammatula, granci











